L’Associazione AICEM promuove il progetto Laboratori di Cucina: Le ricette dell’Autonomia, volto ad aumentare la sensazione di esser autonomi ed “autoefficaci” dei ragazzi disabili e con difficoltà.

dalla rubrica di Terzo Settore di Openmag

a cura della Dott.ssa Debora Fontana

Le esperienze di cucina fanno parte della quotidianità e, da sempre, la cucina è uno spazio ricco diimplicazioni emotivo/affettive radicate nel vissuto di ciascun bambino-individuo e di relazioni interpersonaliche innescano dinamiche psichiche importanti. Per trasformare queste dinamiche in esperienze didatticamente e culturalmente utili nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie, AICEM ha pensato alla realizzazione di un laboratorio. Un momento di incontro che combini le naturali implicazioni emotive che la cucina suscita in ciascun individuo, attraverso un percorso strutturato che, con l’aiuto dell’operatore, possa aumentare l’autonomia e la sensazione di essere “autoefficaci” nella vita di tutti i giorni.

Nella realizzazione del laboratorio, che si svolge nella struttura de “L’Isola che c’è” a Frosinone ogni giovedì, l’attenzione è posta in particolare alla cooperazione e collaborazione tra i tutti i ragazzi, anche quelli in situazione di difficoltà e disabilità, allo scambio continuo di aiuto finalizzato a realizzare un prodotto finito, frutto del lavoro di ciascuno e di tutti insieme. I laboratori, nello specifico, sono situazioni speciali, controllate in cui ogni ragazzo può esplorare le proprie risorse, maturare, acquisire competenze attraverso linguaggi diversi: il movimento, l’esplorazione dei 5 sensi, la relazione, la realizzazione di esperienze pratiche.

Per questi motivi, il progetto dei “Laboratori di Cucina: Le ricette dell’Autonomia” propone spazi ed attività sicuri e controllati all’interno dei quali si possano rispecchiare le differenze e le similitudini dei partecipanti, e, nel contempo, creare delle aree di esperienza condivise in cui ognuno può contribuire alla realizzazione di un obiettivo comune: per tutti è possibile partecipare con motivazione, con interesse e senza eccessive angosce, sentendo in questo modo accolti i propri bisogni.

Attraverso il laboratorio di cucina si intende rafforzare il senso di responsabilità e di condivisione, le abilità diverse e specifiche di ognuno, il rispetto di tempi, di regole e delle consegne date.
L’attenzione al fare, che dà una forte impronta ai laboratori, consente a chi partecipa di sperimentare e scoprire in sé e nei propri compagni capacità che a volte rimangono in ombra nell’esperienza scolastica e nell’esperienza quotidiana. In questo modo l’esperienza permette di rafforzare le capacità individuali e di gruppo: cosa so fare ed esprimere, che contributo posso dare al lavoro comune? Tutto ciò può essere sperimentato maggiormente nel piccolo gruppo dove la cura al fare è garantita dalla supervisione dello specialista. All’interno del piccolo gruppo, infatti, i ragazzi acquistano forza e fiducia nelle proprie risorse relazionali e conoscenza delle differenze individuali che vengono esplorate, valorizzate ed utilizzate in un contesto di reciprocità: i compagni diventano così la prima risorsa per l’integrazione e per stare bene nel gruppo (educazione tra pari). Attraverso il laboratorio di cucina si sperimenta l’uso degli ingredienti e la loro miscelazione per apprendere le trasformazioni, i rapporti di causalità, le misure. Inoltre, il programma mira alla ripetizione delle attività, per consolidare e verificare le competenze raggiunte che potrebbero essere utilizzate al di fuori del “contesto laboratorio”.

COME

Il laboratorio si svolge in una stanza attrezzata in modo da consentire il più possibile a tutti i partecipanti un utilizzo autonomo degli spazi dedicati alle diverse attività (cucinare, mangiare, lavare).
Si seguono alcune procedure che aiutano a stabilire delle regole di entrata al laboratorio e che costituiscono le fasi del laboratorio stesso, in modo sempre uguale per ottenere una ripetizione rassicurante per i partecipanti.

  • Lavarsi le mani a turno prima di iniziare il laboratorio,
  • Mettere la tovaglia,
  • Leggere la “ricetta del giorno” (si fanno solo ricette di piatti freddi poichè non c’è la possibilità di cucinare all’interno della struttura),
  • Organizzare gli ingredienti e gli strumenti,
  • Preparare la ricetta,
  • Degustare insieme il frutto del lavoro condiviso,
  • Ripetizione ad alta voce la procedura della ricetta,
  • Archiviare la ricetta e la sua procedura sul proprio quaderno.

OBIETTIVI

Attraverso il laboratorio l’AICEM si propone di rggiungere obiettivi specifici e formativi:

Stimolare la relazione, attivare l’interazione e favorire l’integrazione;
Esprimersi e comunicare attraverso linguaggi non verbali;
Ascoltare, leggere e comprendere le fasi del procedimento;
Rispettare i tempi e le modalità di lavoro degli altri;
Interagire e cooperare con i compagni;
Sviluppare abilità motorie, di motricità fine, di coordinazione oculomotoria;
Accrescere le capacità di attenzione e concentrazione;
Favorire la socializzazione;
Avvicinare alla conoscenza di testi diversi come i testi regolativi delle ricette;
Comprendere l’uso degli strumenti e gestirli;
Aumentare l’autonomia personale.

Uno degli strumenti centrali per la buona riuscita del laboratorio è l’utilizzo di un quaderno personale. L’uso del quaderno è molto importante perché attraverso questo strumento i ragazzi sanno di avere la possibilità di poter ripetere la ricetta a casa magari in compagnia dei genitori, amici o da soli. Questo permette al ragazzo di sentirsi più autonomo, lavorare da solo con sicurezza anche in un contesto diverso da quello del “Laboratorio della Cucina: le ricette dell’Autonomia” e ripetere, o modificare con la famiglia, la ricetta per migliorare le sue abilità, il senso di autonomia e sviluppare la propria creatività.

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