Dal 16 al 21 Ottobre AICEM ha partecipato con due delegati al Training Course “Transformers!Training on youth transforming conflicts under cultural differences” che si è tenuto nella città di Faro, in Portogallo, organizzato dall’associazione portoghese Moju You(th)niversity e finanziato attraverso il programma Erasmus plus dell’Unione Europea.

Il Training ha visto la partecipazione di 35 ragazzi provenienti da 17 paesi europei (Polonia, Olanda, Danimarca, Grecia, Romania, Bulgaria, Portogallo, Italia, Macedonia, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia) che si sono confrontati e hanno condiviso esperienze e conoscenze legate alla tematica principale del Training e cioè la gestione e la soluzione di conflitti sociali e personali, che affliggono i giovani, specialmente rifugiati e migranti.

I temi del training

Il principale obiettivo del Training era quindi quello di dare ai partecipanti nuove tecniche e capacità nella soluzione di conflitti che soffrono i giovani, soprattutto coloro che provengono da background culturali diversi da quelli occidentali.

La prima parte del Training è servita ai partecipanti per individuare la differenza tra cultura ed identità, facendoli riflettere su come l’incontro tra due culture diverse possa portare ad un conflitto.

Sono state poi analizzate le principali cause che generano un conflitto, sottolineando che quest’ultimo è la reazione ad un problema e non il problema vero e proprio e che per risolverlo bisogna agire sulle cause da cui esso scaturisce. Infine, la prima parte si è chiusa con un’analisi delle varie tipologie di conflitto che possono esistere (intrapersonali, inter-personali, inter-ruoli e inter-gruppi).

La seconda parte è stata invece dedicata interamente alla metodologia dell’educazione non formale e come usarla allo scopo di gestire e risolvere i conflitti. Ai partecipanti sono state spiegate le basi di questa metodologia, da come organizzare e gestire un’attività fino ad un’analisi delle tecniche più usate nell’educazione non formale (come i diversi tipi di Brainstorming, di discussioni di gruppo e i giochi di ruolo).

In azione

Nella terza ed ultima parte del Training è stata abbandonata la teoria per far posto alla pratica: tutto ciò che i partecipanti hanno imparato sui conflitti e sulla metodologia non formale è stato usato per un’attività realizzata in una scuola media a Faro. L’attività prevedeva che gli studenti della scuola , divisi in gruppi e aiutati da alcuni partecipanti al training nel ruolo di facilitatori, pensassero ad un qualsiasi tipo di conflitto (conflitto con i genitori, con gli insegnanti, tra di loro ecc.) e a come risolverlo, rappresentando il tutto in una piccola scena teatrale. L’attività ha riscosso un grande successo grazie all’interesse e all’attiva partecipazione degli studenti della scuola (ragazzi tra i 14 e i 16 anni), che hanno fatto domande in merito all’educazione non formale e alla tematica del conflitto.

L’ultima attività pratica effettuata durante il Training ha riguardato la situazione dei paesi partecipanti al corso, per quanto riguarda i conflitti sociali interni. Infatti, ogni gruppo nazionale partecipante ha presentato dei dati riguardanti i maggiori e più preoccupanti conflitti che avvengono all’interno del proprio paese. Quando è toccato al gruppo italiano presentare la situazione interna, noi di AICEM abbiamo posto l’accento sul conflitto sociale che imperversa in Italia da quando è scoppiata la crisi migratoria: abbiamo sottolineato l’aumento del razzismo, i casi di sgombero di piazza Indipendenza  e del Baobab a Roma, oltre a al dibattito che sta crescendo nel nostro paese riguardo allo IUS SOLI.

In seguito l’attività si è concentrata sulla pianificazione futura. Divisi in gruppi, i partecipanti hanno lavorato per elaborare e programmare un’azione da poter implementare una volta tornati nel proprio paese, che basata sull’utilizzo della metodologia di educazione non formale, avrebbe consentito di riflettere e di agire contro i maggiori conflitti locali evidenziati.

Noi di AICEM abbiamo lavorato in collaborazione con ragazzi danesi e olandesi, e impiegando gli strumenti acquisiti durante il Training Course abbiamo pensato di implementare nella nostra realtà locale un’attività finalizzata a far riflettere sui conflitti legati al razzismo e sulle loro conseguenze. Adesso, tutti al lavoro per realizzare quello che abbiamo in mente. Ve ne daremo notizia prossimamente. STAY TUNED!

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